La poesia è sintesi, a volte sublime. Come tale è una forma d’arte complessa che fa uso di costrutti narrativi sofisticati.
Nella Scuola Primaria italiana viene trattata, eccome, e produce ottimi risultati per forma e contenuto.

IL BULLO NELLA RETE

Il cyberbullo è il bullo tecnologico
che bullizza e poi pubblica in rete,
che ha bisogno di pubblico, che ha sete
di applausi e di consensi, perché è logico

che in un mondo che condivide tutto,
che tutto va sui social e ognuno twitta,
non pubblicare in rete è una sconfitta,
soprattutto non pubblicare il brutto.

C’è per esempio un bullo in classe mia
che è sempre con noi due che se la prende
non ha uno smartphone e non ci riprende
ne faremmo sennò una malattia.

Se fosse solamente un po’ più adulto,
ma beninteso solo per età,
e non per cattiveria e crudeltà,
farebbe ancor più male ogni suo insulto.

Ma io penso che il bullo è un poveretto
che è pieno di problemi, un insicuro:
fa l’aggressivo, fa il forte, fa il duro…
Guarirebbe se avesse dell’affetto?

https://comprensivosanvito.edu.it/